Teatro di Oklahoma cop
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Teatro di Oklahoma

Dare spazio al ricordo perché sia vivo e alle urla che non sono quelle di recita. Che scrivere e leggere non siano solamente modi per ingannare il tempo ma che contribuiscano a piegarlo.

Ogni giorno che passa le bacheche dei social e le pagine online dei quotidiani si riempiono di battute d’agenzie, informazioni, numeri, eventi, grafici e annunci. Un bombardamento di quotidianità che assorda ogni voce volta ad oltrepassare l’istantaneo baluginio di notizie vecchie già alla loro pubblicazione. Un frastuono incessante che impedisce al pensiero di soffermarsi su ciò che è importante dire e non ci da il tempo di interrogarci sul come ci faccia sentire tutto questo rumore e – soprattutto – sul dove ci faccia andare. Oltre ad essere un segno dei tempi che corrono lo è anche di quanto corrano questi tempi. E di quanto perdano, in significato, nella loro corsa incessante.
Teatro di Oklahoma è un esperimento che si propone come prisma del quotidiano per scomporlo nelle sue infinite sfaccettature, soppesarle e analizzarle nel loro significato più intenso. È un modo di approcciarsi ai fatti della quotidianità senza cadere nell’ansia giornalistica di in-formare de-formando gli eventi presentandoli solo nella loro esteriorità.
Il tentativo implicito è quello di prendere gli avvenimenti dell’epoca che ci troviamo a vivere ed esplicitarli nella loro formazione storica e nella percezione individuale. Nel farlo non ci siamo fatti scrupoli nel saccheggiare ogni tipo di armamentario saggistico e narrativo attingendo ai mezzi che ci apparivano più utili di caso in caso. Un metodo di rinvigorimento dei saperi dell’accademia e delle lettere per farne uno strumento aperto di consapevolezza ed espressione.
Questo numero cartaceo contiene una selezione dei migliori fra questi tentativi usciti nel primo anno di vita del blog e sono accompagnati da un vasto apparato iconografico di illustrazioni al quale ha collaborato, fra gli altri, anche Tullio-Altan.

All’angolo di una strada Karl vide un cartellone con la scritta seguente: Oggi, all’ippodromo di Clayton, dalle sei di mattina fino a mezzanotte si assume personale per il Teatro di Oklahoma! Il grande Teatro di Oklahoma vi chiama! Vi chiama solo oggi, solo una volta! Chi perde l’occasione adesso, la perde per sempre! Chi pensa al suo avvenire è con noi! Chiunque è benvenuto! Chi vuole diventare artista, si presenti! Siamo il teatro che può impiegare chiunque, ognuno al suo posto! Ci congratuliamo fin d’ora con chi ha deciso di seguirci! Ma affrettatevi, per essere accettati entro mezzanotte! A mezzanotte si chiude per non aprire più! Al diavolo chi non ci crede! Venite tutti a Clayton!
C’era molta gente davanti al cartellone, che però non sembrava incontrare molti consensi. C’erano troppi cartelloni, e ai cartelloni non crede più nessuno. E questo poi era ancora più inverosimile del solito.

pp. 176 • illustrato • 2022
ISBN
978-88-31268-72-1
Ordinbile tramite sito, in libreria dal 5 maggio 2022

Iniziative

Venerdì 3 giugno 2022 @ Libreria Perditempo • Napoli

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