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Libro massimo di poesia

www.rsi.ch, 11 marzo 2024 Verso la poesia totale. Il caso letterario di Marko Miladinović

C’erano una volta le avanguardie storiche con la loro idea di un’arte “totale”. Nei manifesti programmatici del Dadaismo, del Futurismo, del Surrealismo, si ragionava sulle potenzialità espressive dei linguaggi, verbali e non, e sulla possibilità di mescolare i sistemi simbolici, di combinare immagini, parole, suoni, rumori, gesti, persino odori. 
È in questo contesto che nasce un tipo di letteratura non solo da “leggere”, ma anche da “guardare” nello stesso senso in cui si guarda un quadro o una statua: ne sono un esempio le tavole parolibere dei Futuristi, i collage, i calligrammi, i poèmes objets, i ready-made, e così via. Si parla, più in generale, di “poesia visiva” o anche di “poesia concreta”. 
In un mondo dove la coppia immagine/parola è pervasiva (basta fermarsi davanti a un cartellone pubblicitario o sfogliare il volantino di un supermercato) viene da chiedersi: dov’è la poesia concreta oggi? 
Forse la cosa può sorprendere, o forse no – anche perché ci sono dei precedenti, primo tra tutti il locarnese Franco Beltrametti – ma la poesia concreta oggi la si fa anche in Ticino e a farla, in particolare, è un poeta che risponde al nome di Marko Miladinović. 
Nel suo più recente, appetitoso libro, intitolato Libro massimo di poesia, uscito per Agenzia X qualche settimana fa, troviamo, infatti, equazioni verbali, vignette umoristiche, schemi, giochi tipografici, diagrammi di Venn, immagini da ritagliare, parole rovesciate, pagine bianche, diagrammi di flusso, fotografie, grafici, liste di slogan, disegni “magrittiani” e molto altro ancora. Il tutto all’insegna di un uso totale, quasi ingordo, dei linguaggi. 
Ma il cammino di Marko Miladinović verso una poesia totale, riprendendo il titolo di un celebre saggio di Adriano Spatola (di cui Miladinović è senza dubbio un continuatore), si snoda non solo attraverso la poesia scritta, stampata, ma anche attraverso la musica (suona nella band Amiata (pop musik), fondata con il polistrumentista ticinese Marco Guglielmetti, recentemente vincitrice di una residenza al Teatro Foce di Lugano) e lo spoken word
Artista quindi a tuttotondo, Miladinović è un grande animatore della vita culturale della Svizzera Italiana. Il suo nome è in particolare legato all’organizzazione del Ticino Poetry Slam, una competizione in cui i partecipanti interpretano le loro poesie e vengono valutati da una giuria del pubblico. Proprio qualche settimana fa si festeggiavano i dieci anni di Ticino Poetry Slam. 
Questo aspetto, quello legato alla poesia performativa, emerge chiaramente nei libri di Miladinović, che possono essere visti, almeno in parte, come estensioni sulla carta stampata delle sue performance poetiche, dei suoi incantesimi. In Libro massimo di poesia troviamo infatti diversi testi già interpretati a festival e letture. 
Classe 1988, Marko Miladinović è nato in ex-Jugoslavia, a Vukovar. Questo dato biografico non è da trascurare, visto che, ad esempio in Libro massimo di poesia, forse sempre nell’ottica di una poesia totalizzante, i riferimenti alla lingua serbo-croata non mancano, in titoli, poesie e in un divertente “breviario per l’infanzia”. 
Recentemente discutevo con un amico del fatto che a volte di un testo non è interessante solo il contenuto, ma anche la posizione che esso esprime. Un libro può prendere posizione su varie cose, per esempio su cosa sia il bello, su cosa sia la poesia, su cosa sia l’arte, su cosa sia il mondo. E poi la relazione tra testo e posizione a volte può essere molto sottile, discreta, a volte invece può essere chiara, esplicita. 
Anche in questo, Miladinović è vicino alla “tradizione avanguardistica”, fulminando qua e là il lettore con frasi brevi e incisive, eserghi (affascinante quello di Beltrametti “la poesia è una specie di filosofia d’azione”) e definizioni di cosa sia la poesia. La poesia è formulazione magica, scrive Miladinović, chi la dice viene trasformato. E, si potrebbe aggiungere, c’è anche chi, come Miladinović, dicendola la trasforma. 
 

di Joshua Babic

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