La rivolta del verde
slowrevolutionitalia.wordpress.com, 27 maggio 2021La rivolta del verde
Il luogo abbandonato dall’uomo e riappropriato dalla natura più noto al mondo è Chernobyl, sede del più grande disastro nucleare della storia e destinato a rimanere ancora spopolato per millenni. Ma di aree a ricordare il passaggio dell’umanità sono ovunque, in ogni città, comprese le nostrane. A esplorare quelle di Torino è Lucilla Barchetta con il libro La rivolta del verde edito da Agenzia X. L’antropologa sceglie la via del camminare per esplorare territori degradati lungo i corsi d’acqua della città, in particolare lungo i margini dello Stura e tra le rovine dell’ex zoo Michelotti affacciato sul Po. Un vagabondare capace di “leggere” l’evoluzione di una città un tempo pilastro del triangolo industriale dell’Italia del boom economico, poi mutata con la transizione al terziario, l’arrivo delle Olimpiadi invernali del 2006 e la successiva crisi finanziaria. Mutamenti che, insieme alle politiche dei governati, hanno inciso sulle aree percorse a passo lento lasciando tracce storiche percepibili a uno sguardo attento. Ad averlo è di certo la Barchetta, poco interessata alla “rivolta” vegetale della flora, ma piuttosto a rilevare i significati più profondi di quelli che chiama “giardini pieni di merda”. L’interesse è ricostruire le dinamiche umane e sociali di luoghi abbandonati, “insicuri”, degradati e in rovina. Ma pure evidenziarne i segnali ambientali con l’osservazione di una biodiversità vegetale e faunistica insospettata, ma anche rilevatrice di una crisi ecologica globale. Un cammino, dunque, nel profondo della nostra umanità passata e odierna che diviene, come afferma l’autrice, “un invito a riflettere sul significato politico della rovina per costruire una consapevolezza delle relazioni sociali ed ecologiche presenti nell’ambiente che attraversiamo quotidianamente”.
Lucilla Barchetta è antropologa e dottoressa di ricerca in Studi urbani e si occupa della relazione tra spazi verdi, paesaggi selvatici e immaginari del declino nelle città. È assegnista di ricerca presso l’Università IUAV di Venezia, dove svolge uno studio sull’evoluzione dell’immaginario futurologico riguardante l’ecosistema lagunare.

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