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Guida stupefacente

 

collettivotrickster.net, 8 aprile 2025D’Onofrio, Lorenzani, Guida stupefacente

Sono innumerevoli le piante, le molecole di sintesi e le pratiche di modificazione dello stato ordinario di coscienza che nel corso dei millenni hanno accompagnato, e che tuttora accompagnano, tutte le popolazioni del globo terrestre per scopi che vanno da quello medicinale a quello magico, da quello religioso a quello puramente edonistico. 
Non sorprende poi tanto scoprire che anche nel regno animale diverse specie sperimentano volontariamente l’ebbrezza attraverso una molteplicità di piante, funghi o altri animali. 
Verrebbe da pensare, quindi, che far esperienza di processi espansi o quantomeno ricercare uno stato psicofisico migliore, anche solo per un breve lasso di tempo, sia quasi una caratteristica innata degli esseri viventi, se non una necessità. 
Ora, proviamo a non considerare che adottare politiche sempre più repressive nei confronti dei consumatori non elimina il problema della droga; proviamo a non considerare che come per ogni alimento o farmaco è la dose che fa il veleno e che rendere il tema delle sostanze psicoattive un tabù non fa altro che generare disinformazione pericolosa se non veri e propri bias cognitivi; ecco, al netto di tutto ciò, chi si prende la briga di andare a spiegare a proibizionisti e benpensanti che vietare molecole psicoattive a destra e a manca senza dare la minima spiegazione è controproducente e che, in ogni caso, le persone continuano ad assumere sostanze? Purtroppo, la sensazione è che, soprattutto in Italia, anche se qualcuno si facesse portavoce di determinati concetti, dall’altra parte troverebbe un muro. 
Diventa chiaro, quindi, che il consumatore che vuole informarsi su una o più molecole, ricorrerà spesso a canali più o meno underground. Tra questi canali, si può tranquillamente affermare che proprio Guida stupefacente di Massimo Lorenzani e Tobia D’Onofrio ed edito da Agenzia X ricopre un meritato posto di tutto rispetto, se non altro per un approccio e una composizione assolutamente non convenzionali all’argomento. Prima di occuparci di ciò, però, è doveroso introdurre gli autori: Massimo è coordinatore e formatore del progetto antiproibizionista LAB57, laboratorio nato a Bologna nel 1998 e tuttora attivo nella riduzione dei rischi e nel primo soccorso in una moltitudine di eventi; Tobia è autore del saggio Rave New World, nonché curatore del libro di Gianni De Martino Voglio vedere Dio in faccia e giornalista musicale. Il loro Guida stupefacente, come suggerisce il sottotitolo (autoregolazione e riduzione dei rischi da uso di sostanze) si pone come un manuale del buon utilizzo, ricco di consigli, indicazioni e controindicazioni per ogni sostanza presa in analisi. Sin dalle prime pagine, però, ci si accorge che non si è di fronte a un testo dalla prevedibile struttura sostanza-effetto-controindicazioni; oltre ad alcuni preziosi aneddoti autobiografici dei due autori (che contribuiscono a stabilire una connessione più empatica da parte di chi legge, rispetto ad altri testi che potrebbero risultare asettici nella loro esposizione), il manuale di Lorenzani-D’Onofrio abbonda di citazioni e riferimenti culturali eterogenei, spaziando abilmente tra essi. Risalta subito all’occhio infatti la mole di fonti consultata dai due autori, tra classici della saggistica e della narrativa della controcultura psichedelica a testi e paper scientifico-accademici contemporanei, passando per i rimandi al mondo della musica. Ogni paragrafo, infatti, si apre con una citazione inerente alla sostanza presa in analisi. E le sostanze discusse in Guida stupefacente non sono una manciata di nomi di molecole tra le più gettonate in termini di consumo; anzi, vengono annoverate una moltitudine di droghe di origine vegetale, animale e sintetica, e divise per categorie (il che può già istruire il lettore inesperto sulla suddivisione tra sostanze a livello di effetti). 
Sia per il neofita che per lo psiconauta o il conoscitore ferrato in materia sarà interessante notare che sono state incluse, tra le sostanze prese in considerazione, anche piante o molecole meno conosciute ai più come il khat (Catha edulis), la noce di Betel (Areca catechu), il destrometorfano (DXM), senza dimenticare le varie droghe che tendenzialmente la società non percepisce come tali (alcol, tabacco, psicofarmaci) o quelle particolarmente stigmatizzate (eroina e oppioidi, crack, ghb, pcp). 
Merita sicuramente una menzione il paragrafo sulla tussi (o tusi, tucibi, cocaina rosa), in quanto fa luce sulla confusione e misinformazione che aleggia intorno a questa fantomatica polvere rosa/fucsia spesso associata alla 2C-B, da cui riprende la pronuncia del nome, ma con cui non condivide nulla (la 2C-B è una molecola psichedelica appartenente alla classe delle feniletilamine, sintetizzata da Alexander Shulgin nel 1974), essendo la tussi un miscuglio di sostanze la cui composizione varia spessissimo (variando quindi anche negli effetti, da campione a campione) e che molto raramente contiene 2C-B. 
Insomma, il campionario di inebrianti descritto da Lorenzani e D’Onofrio è vasto abbastanza per soddisfare anche lo psiconauta più esigente. E se qualcuno dovesse lamentare l’assenza di un approfondimento sulle varie designer drugs (comunque menzionate in un paragrafo apposito e anche in altri passaggi all’interno del libro), facendo due conti forse si renderà conto ben presto che un argomento così ampio meriterebbe un saggio a parte, unicamente dedicato a tali molecole. 
Per niente scontato, poi, è l’approccio antiproibizionista esule dal voler fare elitarismo tra sostanze, dinamica che spesso va a reiterarsi tra consumatori stessi creando una divisione. 
Tema, tra l’altro, connesso al sempre più celebre e discusso “Rinascimento psichedelico”, fenomeno legato al riaccendersi dell’interesse nelle sostanze psichedeliche in ambito terapeutico e affrontato in modo oggettivo da D’Onofrio e Lorenzani all’inizio del testo; i due autori infatti ne sottolineano sia gli aspetti positivi che quelli negativi, poiché è vero che finalmente stiamo assistendo a un progressivo allontanamento di certe molecole dallo stigma e dai pregiudizi a cui erano spesso connesse, ma è anche vero che l’altra faccia della medaglia rivela uno scenario non poco preoccupante, tra sfruttamento spietato di piante per fini commerciali, costi esorbitanti di farmaci e terapie, operazioni di marketing che, come al solito, arricchiscono pochi guadagnando sulla ricerca di benessere di molti; senza contare i numerosi casi di abusi perpetrati da terapeuti e facilitatori nel corso di sessioni e cerimonie. Queste problematiche riguardo il lato oscuro del Rinascimento psichedelico fanno intendere quanto il mercato e il potere – o la bramosia di esso – possano inserirsi anche in contesti che idealmente dovrebbero risultarne scevri. 
Da un punto di vista pratico, Guida stupefacente si fa carico di dare non pochi consigli, alcuni dei quali potrebbero apparire semplici (ma per niente banali) sull’utilizzo di sostanze, cercando di garantire un safer use partendo dalla cura di set e setting (rispettivamente lo stato psico-fisico di chi consuma e l’ambiente circostante) al metodo d’assunzione (utilizzo, per esempio, di materiale pulito e strettamente personale), fino a pratiche e comportamenti da adottare in casi critici. 
Il libro è inoltre impreziosito dal contributo di Edoardo Camurri, Piero Cipriano, Leonardo Montecchi, Andrea Balietti e del collettivo antiproibizionista transfemminista Chemical Sisters. 
Che piaccia o no, le droghe occupano un posto non poco rilevante nella nostra società, e mascherare un argomento così delicato da spauracchio per generare allarmismo e scandalo, o peggio ancora, da mostro contro cui scagliarsi con violenza, non risolverà i problemi legati al consumo di molecole psicoattive, legali o illegali che siano. Sensibilizzazione e informazione adeguata possono invece salvare delle vite e contribuire a un dialogo aperto e costruttivo, e in uno scenario in cui imperversano repressione e disinformazione, Guida stupefacente si rivela un manuale che può coadiuvare un discorso di cura e attenzione alla tematica dell’uso di sostanze. 

Alfredo Squillaro è il fondatore del progetto di divulgazione e informazione su sostanze e stati espansi di coscienza “Altered States”; le sue ricerche riguardano cinema, sottocultura, free party, psichedelia e sostanze psicoattive.

di Alfredo Squillaro

Oltre n. 1, marzo 2025 Guida stupefacente 

Autoregolazione, abuso e dipendenza, policonsumo, interazioni tra sostanze, primo soccorso e il sistema di interventi comunemente chiamato “Riduzione del danno”: dalla diffusione di strumenti informativi alla distribuzione di materiale sterile, dal counselling alle chill-out room, fino al drug checking, l’analisi chimica che rivela al consumatore il grado di purezza e permette agli operatori di monitorare lo smercio di piazza.
Un testo che affronta il tema dell’uso delle molecole psicoattive presenti sul mercato, siano esse di origine naturale o sintetica, raccontandone le storie e i contesti, in un patchwork di citazioni di artisti, studiosi e intellettuali, che accosta i suggerimenti di terapeuti al bagaglio di conoscenze dei più esperti nell’uso, svelando i falsi miti e focalizzandosi sulle più recenti scoperte e ipotesi elaborate dalla scienza.
Mentre in Italia si continua a legiferare in senso proibizionista, decine di paesi in Europa e nel resto del mondo hanno scelto di percorrere altre strade. In questo contesto Guida stupefacente si pone come un manuale di informazioni e suggerimenti per continuare a contenere il numero e l’entità dei danni derivanti da utilizzo di sostanze psicoattive, ma soprattutto per offrire gli strumenti, a giovani e meno giovani, consumatori, operatori o semplici curiosi, affinché si formino un’opinione in merito e si educhino all’autoregolazione, prendendo decisioni consapevoli e in libertà, nella massima tutela possibile di sé e di chi li circonda. 
Prefazione di Edoardo Camurri, postfazione di Leonardo Montecchi e con un intervento dello psichiatra Piero Cipriano

il libraio.it, 3 aprile 2024 Rinascimento psichedelico: un percorso di lettura

Per “rinascimento psichedelico” si intende il processo di riscoperta da parte della comunità medico-scientifica del potenziale terapeutico delle sostanze psichedeliche. In questo percorso di lettura trattiamo numerosi libri che toccano – in maniera diversa e sfaccettata – il tema: dalla narrativa alla saggistica, passando per i manuali e per i graphic novel. Una raccolta di testi per scoprire (o riscoprire) una branca di studio che sta vivendo un vero e proprio illuminismo 

Il 19 aprile 2023 sono ricorsi 80 anni dalla scoperta delle proprietà psichedeliche dell’LSD. Si potrebbe affermare giocosamente che la sostanza ha spento 80 metaforiche candeline, ricorrendo alla personificazione con cui il chimico svizzero Albert Hofmann (1906-2008) – “padre putativo” che la sintetizzò per la prima volta il 16 novembre 1938 all’interno dei laboratori Sandoz a Basilea – si rivolgeva ad essa: Il mio bambino difficile
Proprio questo appellativo dà il nome al breve saggio del 1979 (edito in Italia, nella sua ultima edizione, da Feltrinelli nel 2015 con la traduzione di Roberto Fedeli) in cui lo stesso Hofmann riporta riflessioni e considerazioni su droghe sacre, misticismo e scienza. Il chimico svizzero nella prefazione all’ultima edizione specifica: “Sebbene l’LSD abbia già compiuto mezzo secolo e l’edizione originale di questo libro sia apparsa nel 1979 […] è dominante tuttora presso l’opinione pubblica un’idea errata circa questo straordinario e fantastico principio attivo psicotropo”. Poi Hofmann accenna brevemente alla travagliata storia della sostanza psichedelica che, dopo i primi 15 anni in cui venne impiegata quasi esclusivamente in psichiatria e nella ricerca biologica, divenne a tutti gli effetti la “droga di culto del movimento hippie”.
Durante gli anni sessanta infatti, soprattutto negli Stati Uniti, l’acido lisergico guadagnò il primato tra le droghe di largo consumo, sovvertendo così la propria originaria concezione di farmaco e medicamento. L’impiego non regolamentato della sostanza provocò il pronto intervento politico che, con una decisione tombale, la mise al bando totale assieme alle sostanze affini, come “dispositivo” per una rapida criminalizzazione. La produzione, il possesso e il consumo di LSD divennero così reati perseguibili (che persistono tuttora in numerosi Paesi). 
Il tutto, estendendo il divieto alla ricerca scientifica e all’uso terapeutico, per cui la sostanza – una volta sintetizzata – era stata originariamente pensata. 
Un epilogo nefasto quello messo in luce, in una disillusa lettera ai posteri, da Hofmann: il suo bambino difficile, che proseguendo la metafora potremmo identificare come “nemmeno adolescente”, passa da sostanza dal luminoso potenziale terapeutico a droga relegata ai tenebrosi anfratti della storia. Una concezione che in questi ultimi anni sta però mutando…
L’idea legata allo psichedelico si sta infatti ribaltando nuovamente e il mondo della scienza sta puntando i riflettori sull’aspetto medico e curativo di quest’ultimo. Parliamo infatti del “rinascimento psichedelico“, ovvero il processo di riscoperta da parte della comunità medico-scientifica del potenziale terapeutico delle sostanze psichedeliche. Nel percorso di lettura qui di seguito – che non ha la pretesa di essere esaustivo e i cui titoli non sono elencati in ordine di importanza – vengono presentati numerosi libri che toccano in maniera diversa e sfaccettata il tema psichedelico. Dalla saggistica alla narrativa, passando per i manuali e per i graphic novel: una raccolta di testi per scoprire (o riscoprire!) una branca di studio che sta vivendo un vero e proprio illuminismo. 
[…]
Guida stupefacente – Autoregolazione e riduzione dei rischi da uso di sostanze
Autoregolazione, abuso e dipendenza, policonsumo, interazioni tra sostanze, primo soccorso e il sistema di interventi comunemente chiamato “riduzione del danno”. Questi termini costellano Guida stupefacente. Autoregolazione e riduzione dei rischi da uso di sostanze (Agenzia X) di Tobia D’Onofrio e Massimo Lorenzani, saggio che affronta l’uso delle molecole psicoattive presenti sul mercato, siano esse di origine naturale o sintetica. Ne racconta le storie e i contesti, in un patchwork di citazioni di artisti, studiosi e intellettuali, che accosta i suggerimenti di terapeuti al bagaglio di conoscenze dei più esperti nell’uso. 
[...]

di Enrico Montanari

www.dolcevitaonline.it, marzo 2024 Guida stupefacente. Autoregolazione e riduzione dei rischi da uso di sostanze

Un prezioso manuale di informazioni e suggerimenti, fresco di stampa, su tutto quello che si dovrebbe sapere prima di assumere una sostanza, sia di origine naturale che sintetica. Guida stupefacente. Autoregolazione e riduzione dei rischi da uso di sostanze, in libreria da qualche settimana (edito da Agenzia X), è finalmente arrivata dopo anni di continue ricerche e studi che si sono dilungati vista la grande mole di informazioni da vagliare. 
Il manuale vuole in particolare offrire gli strumenti, a giovani e meno giovani, consumatori, operatori o semplici curiosi, affinché si formino un’opinione in merito alle sostanze e si educhino all’autoregolazione, prendendo decisioni consapevoli e in libertà nella massima tutela possibile di sé e di chi li circonda. 
La guida è suddivisa in capitoli che spiegano sostanza dopo sostanza la storia, le caratteristiche, gli effetti e tutti gli accorgimenti da conoscere nel caso in cui si voglia provare un determinato stupefacente così da ridurre al minimo il rischio di reazioni avverse durante l’assunzione. 
I due autori inoltre trattano argomenti molto importanti e fondamentali per offrire una corretta informazione: come l’interazione tra le sostanze, abuso e dipendenza, riduzione del danno e il primo eventuale soccorso in caso di malessere. 
Nella società attuale “pervasa da cocaina e antidepressivi”, come scrive Edoardo Camurri nella prefazione, è fondamentale acquisire questi strumenti e queste conoscenze per chi si confronta quotidianamente con droghe illegali ma soprattutto legali.

Redazione

Linus, marzo 2024 Guida stupefacente 

[…] “Una festa è un luogo dedicato per un certo periodo a un rito finalizzato al rinnovamento simbolico del cosmo, del gruppo e dell’individuo”. Ecco, chi le feste – quelle vere, ove ancora aleggia lo spirito di Dioniso, a proposito di miti, e che infatti vengono denigrate, mistificate, proibite, proprio come nelle Baccanti di Euripide – le frequenta, probabilmente conoscerà il nome di Tobia D’Onofrio, già autore di un ottimo saggio sulla storia dei free party, , e qui coautore; ai festaioli sarà noto pure l’editore, Agenzia X, dato che al mondo della free tekno ha dedicato diversi altri volumi, come quelli di Rote Zora o Pablito el Drito; potrebbe però risultare ignoto il nome del secondo autore, ma solo se lo si scrive per esteso come avviene sulla copertina: Massimo Lorenzani. Se invece diciamo “Max del Livello” o “Max del Lab57” le cose cambiano, dato che si manifesterà subito agli occhi allucinanti del teknuso una figura chiave (vogliamo dire “monumento vivente”? Ma sì, concediamoglielo al buon Max, visto che a qualche teknuso ha pure salvato la pellaccia) del movimento rave italiano e del mondo della riduzione del danno di tutta Europa. Dall’alchemico mix dei due spiriti nasce Guida stupefacente, libro che tenta un’impresa ardita: essere al tempo stesso la guida definitiva alla riduzione del danno (o del rischio, come si usa dire da un po’) e una guida erudita alle sostanze psicoattive di ogni ordine e grado, con particolare attenzione a quelle visionarie, secondo la lezione del magus Dale Pendell, qui spesso citato. Impresa riuscita: queste 448 pagine sono quelle di un libro che durerà, proprio perché le due anime del testo si alimentano a vicenda, rendendolo godibile per chiunque e non solo per chi opera sul campo da “riduttore del rischio”. Per questo, e perché ha il coraggio di essere anche un libro politico: la festa libera, scopriamo dal suo recente divieto, è ancora politica; la psichedelia sta tornando a esserlo: la riduzione del rischio lo è per natura, perché ha a che fare con la libertà individuale, l’autodeterminazione e lo stare in società. […]

di Sarmi Zegetusa

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